Avviare le pile al corretto riciclo è un lavoro che richiede l’impegno di diversi soggetti, che devono lavorare in modo coordinato per ottenere un risultato importantissimo per l’ambiente.

Innanzitutto i cittadini devono raccogliere le pile in modo separato dagli altri rifiuti e conservarle finché non hanno l’occasione di portarli presso uno dei migliaia di punti di raccolta presenti su tutto il territorio italiano.

A questo punto entrano in gioco i soggetti che gestiscono questi punti di raccolta. Possono essere i comuni o le aziende di raccolta rifiuti che, ad esempio, posizionano davanti alle scuole, negli uffici pubblici o per strada i contenitori per la raccolta differenziata. Oppure sono negozi che vendono pile e accumulatori che si organizzano con piccoli bidoncini dove i consumatori possono restituire le pile una volta che si sono scaricate.

Il compito di ritirare le batterie da questi punti spetta invece a quelli che si chiamano “Sistemi di Raccolta”, creati dai produttori e importatori di pile e accumulatori nuovi.

Per garantire che il ritiro delle batterie esauste avvenga in modo fluido e puntuale su tutto il territorio nazionale, il Ministero dell’Ambiente ha deciso che ci dovesse essere un ente capace di coordinare le attività dei sistemi di raccolta ed ha quindi istituito il Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (abbreviato in CDCNPA). Il CDCNPA assegna a ciascun Sistema di Raccolta una serie di punti di ritiro e verifica che la gestione avvenga in modo regolare.

Successivamente i rifiuti di pile e accumulatori ritirati presso i punti di raccolta sono affidati a impianti di trattamento specializzati, che in base alla tipologia li predispongono per il riciclo delle singole componenti.

www.cdcnpa.it