{"id":1114,"date":"2023-05-22T09:24:50","date_gmt":"2023-05-22T07:24:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.educazionedigitale.it\/edition\/?p=1114"},"modified":"2025-10-24T10:08:05","modified_gmt":"2025-10-24T08:08:05","slug":"coding-per-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.educazionedigitale.it\/edition\/coding-per-tutti\/","title":{"rendered":"CODING PER TUTTI: la programmazione informatica nella didattica quotidiana"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>In un mondo che \u00e8 sempre pi\u00f9 digitalizzato e interconnesso, le competenze computazionali, come quelle del coding, non possono essere semplicemente considerate un \u201cdi pi\u00f9\u201d, ma vanno reputate parte integrante del sapere e della formazione di bambini e ragazzi.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019apporto di quello che percepiamo indistintamente come \u201ctecnologia digitale\u201d o \u201cinformatica\u201d alle nostre vite ed attivit\u00e0 quotidiane \u00e8 ormai accettato e consolidato: utilizziamo, con certa disinvoltura, anche a prescindere dall\u2019et\u00e0, smartphone, tablet, personal computer, senza piena consapevolezza dei meccanismi che ne permettono il funzionamento. Il modo in cui questi strumenti \u201cpensano\u201d, risolvono cio\u00e8 problemi pi\u00f9 o meno complessi per il raggiungimento di uno scopo, \u00e8 stato oggetto di diversi studi e teorie, a partire dai meccanismi che guidano il ragionamento e il pensiero umano. Una domanda su tutte guida queste riflessioni: sono le macchine a pensare come noi, o sono gli esseri umani a pensare come le macchine?<\/p>\n<p>Per quanto non sia questa la sede di una trattazione cos\u00ec controversa, lo spunto \u00e8 necessario per introdurre il focus del nostro approfondimento: il coding e il pensiero computazionale nella didattica.<\/p>\n<div class=\"row\"  id=\"row-1537257640\">\n\n\t<div id=\"col-1739462782\" class=\"col medium-6 small-12 large-6\"  >\n\t\t\t\t<div class=\"col-inner\"  >\n\t\t\t\n\t\t\t\n<p><strong>Cos\u2019\u00e8 il coding?<\/strong><\/p>\n<p>Recentemente, nell\u2019ambito dell\u2019insegnamento e delle nuove metodologie per innovare la didattica, si \u00e8 molto sentito parlare di \u201ccoding\u201d e di come sia fondamentale introdurlo come vera e propria disciplina curricolare, con un riferimento particolare alle scuole primaria e dell\u2019infanzia.<\/p>\n<p><strong>Di cosa si tratta?<\/strong><\/p>\n<p>Ogni macchina o computer necessita di <strong>comandi <\/strong>per svolgere i compiti per cui sono stati progettati, delle istruzioni consequenziali scritte in determinati <strong>linguaggi<\/strong>, che sfruttano la logica matematica. La scrittura di queste istruzioni \u00e8 detta <strong>programmazione<\/strong>, o <strong>coding<\/strong>.<\/p>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\n<style>\n#col-1739462782 > .col-inner {\n  margin: 0px 0px -30px 0px;\n}\n<\/style>\n\t<\/div>\n\n\t\n\n\t<div id=\"col-1125908633\" class=\"col medium-6 small-12 large-6\"  data-animate=\"bounceIn\">\n\t\t\t\t<div class=\"col-inner\"  >\n\t\t\t\n\t\t\t\n\t<div class=\"img has-hover x md-x lg-x y md-y lg-y\" id=\"image_256519178\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"img-inner image-cover dark\" style=\"padding-top:120%;margin:0px 0px -20px 0px;\">\n\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1020\" height=\"681\" src=\"https:\/\/www.educazionedigitale.it\/edition\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/ilya-pavlov-OqtafYT5kTw-unsplash-1024x684.webp\" class=\"attachment-large size-large\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.educazionedigitale.it\/edition\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/ilya-pavlov-OqtafYT5kTw-unsplash-1024x684.webp 1024w, https:\/\/www.educazionedigitale.it\/edition\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/ilya-pavlov-OqtafYT5kTw-unsplash-300x200.webp 300w, https:\/\/www.educazionedigitale.it\/edition\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/ilya-pavlov-OqtafYT5kTw-unsplash-768x513.webp 768w, https:\/\/www.educazionedigitale.it\/edition\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/ilya-pavlov-OqtafYT5kTw-unsplash-1536x1025.webp 1536w, https:\/\/www.educazionedigitale.it\/edition\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/ilya-pavlov-OqtafYT5kTw-unsplash-2048x1367.webp 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1020px) 100vw, 1020px\" \/>\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\n<style>\n#image_256519178 {\n  width: 100%;\n}\n<\/style>\n\t<\/div>\n\t\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\n<style>\n#col-1125908633 > .col-inner {\n  margin: 0px 0px 30px 0px;\n}\n<\/style>\n\t<\/div>\n\n\t\n<\/div>\n<p>Sebbene possa a primo impatto sembrare una disciplina altamente settoriale, difficile da imparare soprattutto senza le conoscenze di base adeguate, il coding in realt\u00e0 possiede <strong>applicazioni trasversali a tutti gli ambiti<\/strong>, permettendo di acquisire skills e mettere in pratica abilit\u00e0 variegate che vanno oltre il settore informatico.<\/p>\n<p>Evidenze dimostrano come sia sempre pi\u00f9 importante insegnare e sviluppare le abilit\u00e0 di coding fin dai primi anni di scuola, con numerosi vantaggi per la crescita, lo sviluppo e la formazione personale dei bambini.<\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 di coding si possono sintetizzare nell\u2019esercizio di scrittura di linguaggi destinati a una macchina, che <em>legge<\/em> le istruzioni ricevute ed esegue il compito. Dato che la macchina, come un computer, non \u00e8 un essere senziente, la comunicazione dei comandi esige un grado di formalit\u00e0 e di rigore maggiore rispetto alla comunicazione tra umani. Per questo il coding permette sia di sviluppare <strong>il pensiero critico<\/strong> e il <strong>ragionamento logico<\/strong>, sia di comprendere la <strong>conseguenzialit\u00e0 tra le azioni<\/strong>, la <strong>pragmatica della comunicazione<\/strong> (ogni messaggio ha un obiettivo preciso), l\u2019<strong>autovalutazione<\/strong> e l\u2019<strong>autocontrollo<\/strong>.<\/p>\n\t<div id=\"text-614343252\" class=\"text\">\n\t\t\n<h3><strong>Il pensiero computazionale<\/strong><\/h3>\n\t\t\n<style>\n#text-614343252 {\n  line-height: 2.2;\n}\n<\/style>\n\t<\/div>\n\t\n<p>Alla base della disciplina del coding e della programmazione c\u2019\u00e8 il cosiddetto <strong>pensiero computazionale<\/strong>; esso viene definito come l\u2019insieme delle procedure e delle operazioni che un esecutore, o un agente, attiva in modo meccanico e inconsapevole in risposta a un determinato contesto, che necessita di una soluzione a un problema. Le operazioni a cui si fa riferimento vengono eseguite indistintamente da un essere umano o da un computer.<\/p>\n<p>Il termine <em>pensiero computazionale<\/em>, che deriva dal computing (cio\u00e8 calcolo matematico), fu coniato dall\u2019informatica e matematica, docente del MIT (Massachusetts Institute of Technology), Jeanette Wing nel 2006, sulla base delle teorie e degli scritti di due suoi predecessori: <em>Seymour Papert<\/em> e <em>Ada Lovelace<\/em>.<\/p>\n<div class=\"row align-middle align-center\"  id=\"row-1079121537\">\n\n\t<div id=\"col-79074930\" class=\"col medium-6 small-12 large-6\"  data-animate=\"bounceIn\">\n\t\t\t\t<div class=\"col-inner\"  >\n\t\t\t\n\t\t\t\n\t<div class=\"img has-hover x md-x lg-x y md-y lg-y\" id=\"image_1477242904\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"img-inner dark\" style=\"margin:0px 0px 0px 0px;\">\n\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"664\" height=\"830\" src=\"https:\/\/www.educazionedigitale.it\/edition\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Ada_Byron_daguerreotype_by_Antoine_Claudet_1843_or_1850_-_cropped.webp\" class=\"attachment-large size-large\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.educazionedigitale.it\/edition\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Ada_Byron_daguerreotype_by_Antoine_Claudet_1843_or_1850_-_cropped.webp 664w, https:\/\/www.educazionedigitale.it\/edition\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Ada_Byron_daguerreotype_by_Antoine_Claudet_1843_or_1850_-_cropped-240x300.webp 240w\" sizes=\"auto, (max-width: 664px) 100vw, 664px\" \/>\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\n<style>\n#image_1477242904 {\n  width: 100%;\n}\n<\/style>\n\t<\/div>\n\t\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\n\t\n\n\t<div id=\"col-1511735577\" class=\"col medium-6 small-12 large-6\"  >\n\t\t\t\t<div class=\"col-inner\"  >\n\t\t\t\n\t\t\t\n<p><strong>La prima donna programmatrice<\/strong><\/p>\n<p>Ada Lovelace, unica figlia legittima del poeta inglese Lord Byron, \u00e8 considerata la prima donna programmatrice della storia, grazie alle idee rivoluzionarie e visionarie che ebbe per le applicazioni della <strong>macchina analitica<\/strong> ideata da <em>Charles Babbage<\/em>. La macchina, mai completamente realizzata, fu il <strong>prototipo del primo computer della storia<\/strong>, riuscendo ad eseguire compiti generici. Ada Lovelace fu una delle prime a credere nel progetto di Babbage, condividendo in un articolo scritto dall\u2019ingegnere italiano Luigi Federico Menabrea, futuro primo ministro del Regno d\u2019Italia, idee e suggerimenti sulle potenzialit\u00e0 della macchina analitica, prevedendo di andare molto oltre il semplice calcolo matematico. Le note di <em>Ada Lovelace<\/em>, pubblicate solo dopo oltre 100 anni dalla sua morte, mostrano una prima teorizzazione del concetto informatico dell\u2019<strong>algoritmo<\/strong><\/p>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\n<style>\n#col-1511735577 > .col-inner {\n  margin: 0px 0px 0px 0px;\n}\n<\/style>\n\t<\/div>\n\n\t\n<\/div>\n<div class=\"row\"  id=\"row-98779397\">\n\n\t<div id=\"col-53264085\" class=\"col small-12 large-12\"  data-animate=\"blurIn\">\n\t\t\t\t<div class=\"col-inner box-shadow-2 box-shadow-3-hover\" style=\"background-color:rgba(255, 100, 0, 0.674);\" >\n\t\t\t\n\t\t\t\n\t<div id=\"text-3335217287\" class=\"text\">\n\t\t\n<p><img decoding=\"async\" style=\"float: left; margin-right: 10px; width: 50px; margin-bottom: 0px; margin-top: 0px;\" src=\"https:\/\/www.educazionedigitale.it\/edition\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/drawing.webp\" \/><\/p>\n<h4 style=\"letter-spacing: 2px; color: white;\"><strong><span style=\"text-transform: uppercase;\">Proposta di attivit\u00e0:<\/span><br \/>\nconoscere il passato per guardare al futuro<\/strong><\/h4>\n<p>Il mondo della scienza non \u00e8 sempre stato clemente con le donne: stereotipi di genere, pregiudizi culturali e squilibrio nell\u2019accesso e nello studio delle discipline scientifiche hanno fatto s\u00ec che, nella storia, il posto delle donne fosse pi\u00f9 limitato e circoscritto rispetto a quello degli uomini.<\/p>\n<p>Ma il contributo prezioso di donne matematiche, ingegnere, fisiche e chimiche dev\u2019essere riconosciuto e celebrato.<\/p>\n<p>Come attivit\u00e0 collettiva, assegnate alla vostra classe una ricerca sulle donne scienziate nella storia, un modo, seppur semplice, di riflettere insieme sul rapporto tra scienza, parit\u00e0 di genere e stereotipi. Un topic quanto mai attuale, che pu\u00f2 essere messo in relazione con i dati statistici pi\u00f9 recenti sul numero di bambine e ragazze che studiano le STEM.<\/p>\n<p>Dividete la classe in gruppi di 4\/5 studenti ciascuno; ad ogni gruppo spetta il compito di ricercare le varie scienziate e studiose e selezionare il profilo di cui si vuole approfondire la conoscenza. Ogni gruppo preparer\u00e0 quindi una presentazione orale della propria ricerca, da condividere con la classe, in cui si sottolineare non solo gli aspetti salienti del lavoro accademico di ogni figura femminile, ma anche e soprattutto il modo in cui queste donne sono passate alla storia.<\/p>\n<p>A tal proposito, consigliamo la visione in classe della pellicola \u201cIl diritto di contare\u201d (HiddenFigures), un film che gioca sul doppio pregiudizio: quello di genere e quello razziale.<\/p>\n\t\t\n<style>\n#text-3335217287 {\n  color: rgb(34, 34, 34);\n}\n#text-3335217287 > * {\n  color: rgb(34, 34, 34);\n}\n<\/style>\n\t<\/div>\n\t\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\n<style>\n#col-53264085 > .col-inner {\n  padding: 10px 20px 10px 20px;\n  margin: 0px 0px 30px 0px;\n  border-radius: 23px;\n}\n<\/style>\n\t<\/div>\n\n\t\n<\/div>\n<p><strong>Didattica e programmazione informatica<\/strong><\/p>\n<p>Seymour Papert \u00e8 stato un matematico, informatico e pedagogista famoso per aver introdotto il concetto di <strong>costruzionismo<\/strong> all\u2019interno del dibattitto sulle strategie di apprendimento e per aver sviluppato un linguaggio di programmazione a scopo didattico denominato LOGO. Secondo Papert, <strong>la costruzione \u00e8 alla base del processo di apprendimento<\/strong>: produrre oggetti concreti e reali aiuta la mente a generare e a interiorizzare idee e concetti, anche molto complessi. Questi artefatti cognitivi permettono quindi di legare nozioni astratte ad oggetti reali e ad operazioni basate sulla manualit\u00e0.<\/p>\n<p>Il concetto di costruzione come un susseguirsi di azioni precise sar\u00e0 fondamentale nella teorizzazione del pensiero computazionale.<\/p>\n<p>Dell\u2019approccio costruzionista di Papert \u00e8 anche importante ricordare, anche ai fini della nostra riflessione, il ruolo cruciale che assegna per la didattica, soprattutto dei pi\u00f9 piccoli, al computer: esso diventa uno strumento di apprendimento fondamentale che permette la simulazione. A questo scopo crea il primo linguaggio di programmazione destinato alla didattica, il LOGO, su cu si basano molte delle piattaforme di coding oggi accessibili online. Una delle pi\u00f9 famose, complete e utilizzate a scopi didattici \u00e8 <strong><a href=\"https:\/\/scratch.mit.edu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scratch<\/a><\/strong>.<\/p>\n<div class=\"row\"  id=\"row-1500763039\">\n\n\t<div id=\"col-1639522550\" class=\"col medium-6 small-12 large-6\"  >\n\t\t\t\t<div class=\"col-inner\"  >\n\t\t\t\n\t\t\t\n<p><strong>Pensiero computazionale e problem-solving<\/strong><\/p>\n<p>Secondo Jeannette Wing, il pensiero computazionale \u00e8 \u201cun\u2019atteggiamento, un set di capacit\u00e0 che tutti dovrebbero avere ed utilizzare, non solo gli informatici.\u201d \u00c8, in pratica, un metodo di <strong>problem-solving<\/strong>, che permette di confrontarsi con problemi complessi attivando procedure precise e conseguenziali allo scopo di sviluppare possibili soluzioni e modelli standardizzati che possano servire per problemi futuri. Il concetto di pensiero computazionale, pur scaturendo delle scienze informatiche, investe ambiti e aspetti molto pi\u00f9 vasti: come sostiene la Wing, le abilit\u00e0 innescate dal pensiero computazionale si rivelano utili nella vita di tutti i giorni e possono essere sfruttate nelle situazioni e nei problemi pi\u00f9 comuni. D\u2019altronde la stessa Wing, nell\u2019approfondire le sue teorie, sottolineava come \u201cproblema\u201d e \u201csoluzione\u201d non fossero intese sono nell\u2019accezione matematica.<\/p>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\n<style>\n#col-1639522550 > .col-inner {\n  margin: 0px 0px -30px 0px;\n}\n<\/style>\n\t<\/div>\n\n\t\n\n\t<div id=\"col-29484049\" class=\"col medium-6 small-12 large-6\"  data-animate=\"bounceIn\">\n\t\t\t\t<div class=\"col-inner\"  >\n\t\t\t\n\t\t\t\n\t<div class=\"img has-hover x md-x lg-x y md-y lg-y\" id=\"image_437823801\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"img-inner image-cover dark\" style=\"padding-top:105%;margin:0px 0px 0px 0px;\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\n<style>\n#image_437823801 {\n  width: 100%;\n}\n<\/style>\n\t<\/div>\n\t\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\n\t\n<\/div>\n<p>Comprendere la trasversalit\u00e0 del pensiero computazionale \u00e8 fondamentale per accogliere l\u2019esigenza di inserirlo, insieme al coding, nelle scuole, includendoli nella didattica quotidiana fin dall\u2019infanzia e primaria.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 reso possibile grazie ai meccanismi mentali di <strong>astrazione, riduzione e simulazione<\/strong> che mirano a scomporre un problema complesso, di qualsiasi natura, adottando la strategia pi\u00f9 adeguata ad arrivare a una possibile soluzione.<\/p>\n<p>Infine, per provare a rispondere alla domanda iniziale su quanto di informatico ci sia nel nostro modo di pensare, citiamo le parole della Wing a proposito di una delle caratteristiche del pensiero computazionale:<\/p>\n<p>\u201c<em>Il pensiero computazionale \u00e8 il modo in cui l\u2019essere umano, e non il computer, pensa e risolve i problemi; non si tratta di far ragionare le persone come computer. [\u2026] Supportati da dispositivi che computano, \u00e8 la nostra intelligenza che ci permette di affrontare problemi che, prima dell\u2019era del calcolo, non avremo osato affrontare<\/em>.\u201d<\/p>\n\t<div id=\"text-347116644\" class=\"text\">\n\t\t\n<h3><strong>Coding e scuola<\/strong><\/h3>\n\t\t\n<style>\n#text-347116644 {\n  line-height: 2.2;\n}\n<\/style>\n\t<\/div>\n\t\n<p>Nell\u2019ultimo decennio, l\u2019importanza del pensiero computazionale e del coding nella didattica \u00e8 stata riconosciuta anche a livello normativo e istituzionale.<\/p>\n<p>Nel 2013, infatti, la <em>Commissione Europea<\/em> ha pubblicato il <strong>DigCompEdu<\/strong>, cio\u00e8 un quadro di riferimento europeo concernente le <strong>competenze digitali<\/strong> che i docenti e i formatori devono possedere, un passo importante che segna una presa di consapevolezza collettiva sull\u2019impossibilit\u00e0, e l\u2019anacronismo, di escludere la tecnologia dall\u2019insegnamento. Il framework individua sei aree di competenza, tra le quali sono menzionate la <strong>programmazione<\/strong> e il <strong>problem-solving<\/strong>.<\/p>\n<p>Recentemente, lo scorso marzo 2023, \u00e8 stato pubblicato un aggiornamento del quadro europeo, il <strong>DigComp 2.2<\/strong>, il quale \u2013 oltre a essere stato tradotto anche in italiano \u2013 introduce alcune importanti novit\u00e0, fornendo oltre <strong>250 nuovi esempi di abilit\u00e0, conoscenze e attitudini<\/strong> che aiutino i cittadini a familiarizzare con le tecnologie digitali classiche ed emergenti, come l\u2019intelligenza artificiale, il lavoro a distanza e l\u2019accessibilit\u00e0. L\u2019obiettivo per il 2030 \u00e8 ambizioso: l\u2019UE punta ad avere, entro questa data, l\u201980% della popolazione con conoscenze digitali di base.<\/p>\n<div class=\"row\"  id=\"row-557013203\">\n\n\t<div id=\"col-1402350873\" class=\"col medium-6 small-12 large-6\"  data-animate=\"bounceIn\">\n\t\t\t\t<div class=\"col-inner\"  >\n\t\t\t\n\t\t\t\n\t<div class=\"img has-hover x md-x lg-x y md-y lg-y\" id=\"image_781513408\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"img-inner image-cover dark\" style=\"padding-top:139%;margin:0px 0px 0px 0px;\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\n<style>\n#image_781513408 {\n  width: 100%;\n}\n<\/style>\n\t<\/div>\n\t\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\n\t\n\n\t<div id=\"col-1950330209\" class=\"col medium-6 small-12 large-6\"  >\n\t\t\t\t<div class=\"col-inner\"  >\n\t\t\t\n\t\t\t\n<p><strong>Coding e Didattica Interdisciplinare<\/strong><\/p>\n<p>Di seguito proponiamo spunti e suggerimenti per poter introdurre, gradualmente e con facilit\u00e0, il coding e il pensiero computazionale tra le attivit\u00e0 didattiche come parte integrante delle materie curricolari.<\/p>\n<p><strong>ITALIANO, STORIA e GEOGRAFIA<\/strong><\/p>\n<p>Per questo gruppo di materie, suggeriamo di proporre a bambini e ragazzi una riflessione sul rapporto tra <strong>lingua, societ\u00e0 e realt\u00e0<\/strong>: il coding altro non \u00e8 che un <em>linguaggio<\/em> attraverso cui il dire si trasforma in fare. A seconda del grado scolastico, si possono affrontare argomenti quali:<\/p>\n<ul>\n<li>la storia e la geografia delle lingue, rintracciando le varie forme di espressione comunicativa, dalle pitture rupestri alle codificazioni linguistiche vere e proprie;<\/li>\n<li>la pragmatica, ovvero la scienza semiotica che si occupa dell\u2019uso contestuale della lingua come azione reale e concreta;<\/li>\n<li>il linguaggio informatico vero e proprio, approfondendone meccanismi e logica.<\/li>\n<\/ul>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\n<style>\n#col-1950330209 > .col-inner {\n  margin: 0px 0px 0px 0px;\n}\n<\/style>\n\t<\/div>\n\n\t\n<\/div>\n<div class=\"row\"  id=\"row-1037236541\">\n\n\t<div id=\"col-75533487\" class=\"col small-12 large-12\"  data-animate=\"blurIn\">\n\t\t\t\t<div class=\"col-inner box-shadow-2 box-shadow-3-hover\" style=\"background-color:rgba(0, 116, 255, 0.39);\" >\n\t\t\t\n\t\t\t\n\t<div id=\"text-2194877856\" class=\"text\">\n\t\t\n<p><img decoding=\"async\" style=\"float: left; margin-right: 10px; width: 50px;\" src=\"https:\/\/www.educazionedigitale.it\/edition\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/magnifier.webp\" \/><\/p>\n<h4 style=\"letter-spacing: 2px; color: white;\"><strong>APPROFONDIMENTO<br \/>\nScienze<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p>Le materie scientifiche sono caratterizzate da un approccio metodico, rigoroso e standardizzato che, partendo dall\u2019osservazione diretta e tangibile, giunge a principi universali. Per poter comprendere meglio come funziona il pensiero computazionale, suggeriamo di partire proprio da una riflessione sul metodo scientifico, come un insieme di operazioni che da un punto A giungono a un punto B.<\/p>\n\t\t\n<style>\n#text-2194877856 {\n  color: rgb(34, 34, 34);\n}\n#text-2194877856 > * {\n  color: rgb(34, 34, 34);\n}\n<\/style>\n\t<\/div>\n\t\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\n<style>\n#col-75533487 > .col-inner {\n  padding: 10px 20px 10px 20px;\n  border-radius: 23px;\n}\n<\/style>\n\t<\/div>\n\n\t\n\n\t<div id=\"col-945798848\" class=\"col small-12 large-12\"  data-animate=\"blurIn\">\n\t\t\t\t<div class=\"col-inner box-shadow-2 box-shadow-3-hover\" style=\"background-color:rgba(0, 116, 255, 0.39);\" >\n\t\t\t\n\t\t\t\n\t<div id=\"text-3849177084\" class=\"text\">\n\t\t\n<p><img decoding=\"async\" style=\"float: left; margin-right: 10px; width: 50px;\" src=\"https:\/\/www.educazionedigitale.it\/edition\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/magnifier.webp\" \/><\/p>\n<h4 style=\"letter-spacing: 2px; color: white;\"><strong>APPROFONDIMENTO<br \/>\nArte e immagine<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p>Per l\u2019insegnamento dell\u2019educazione artistica, suggeriamo di introdurre bambini e ragazzi alla <strong>Pixel Art<\/strong>, cio\u00e8 una forma di arte digitale, attraverso attivit\u00e0 di Coding Unplugged (senza l\u2019utilizzo di software o dispositivi digitali).<\/p>\n<p>L\u2019esercizio che proponiamo consiste nel selezionare un certo numero di quadri o raffigurazioni famose (a scelta dell\u2019insegnante) e trasformarle in immagini utilizzando una delle molteplici piattaforme online gratuite (come per esempio <strong><a href=\"https:\/\/onlinejpgtools.com\/pixelate-jpg\">https:\/\/onlinejpgtools.com\/pixelate-jpg<\/a><\/strong>). Una volta pixelata l\u2019immagine, sar\u00e0 necessario assegnare un numero, una lettera o un carattere a ciascun pixel colorato (per esempio: pixel blu uguale al numero 3). A questo punto, si potr\u00e0 trasferire su un file di disegno bianco lo schema dei pixel dell\u2019immagine, sostituendo a ogni colore il codice scelto.<\/p>\n<p>L\u2019esercizio pu\u00f2 ora prendere forma: andranno consegnate agli studenti le schede con l\u2019immagine pixelata e la legenda, che servir\u00e0 loro per identificare i colori e colorare l\u2019immagine, svelando cos\u00ec il quadro o la raffigurazione nascosta.<\/p>\n<p>A conclusione dell\u2019attivit\u00e0, si pu\u00f2 prevedere un momento di discussione collettiva in cui confrontarsi sui dipinti, sugli autori o sulle tecniche pittoriche utilizzate.<\/p>\n\t\t\n<style>\n#text-3849177084 {\n  color: rgb(34, 34, 34);\n}\n#text-3849177084 > * {\n  color: rgb(34, 34, 34);\n}\n<\/style>\n\t<\/div>\n\t\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\n<style>\n#col-945798848 > .col-inner {\n  padding: 10px 20px 10px 20px;\n  border-radius: 23px;\n}\n<\/style>\n\t<\/div>\n\n\t\n\n\t<div id=\"col-1722102669\" class=\"col small-12 large-12\"  data-animate=\"blurIn\">\n\t\t\t\t<div class=\"col-inner box-shadow-2 box-shadow-3-hover\" style=\"background-color:rgba(0, 116, 255, 0.39);\" >\n\t\t\t\n\t\t\t\n\t<div id=\"text-75138111\" class=\"text\">\n\t\t\n<p><img decoding=\"async\" style=\"float: left; margin-right: 10px; width: 50px;\" src=\"https:\/\/www.educazionedigitale.it\/edition\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/magnifier.webp\" \/><\/p>\n<h4 style=\"letter-spacing: 2px; color: white;\"><strong>APPROFONDIMENTO<br \/>\nInglese<br \/>\n<\/strong><\/h4>\n<p>\u00c8 innegabile che la lingua inglese sia la base dell\u2019informatica, con molti dei vocaboli che usiamo quotidianamente derivati proprio dai Paesi anglofoni. Imparare il coding pu\u00f2 essere quindi un\u2019opportunit\u00e0 per acquisire nuove parole o padroneggiare meglio la lingua straniera, anche in considerazione del fatto che quelle stesse parole non hanno un corrispettivo nella lingua italiana.<\/p>\n\t\t\n<style>\n#text-75138111 {\n  color: rgb(34, 34, 34);\n}\n#text-75138111 > * {\n  color: rgb(34, 34, 34);\n}\n<\/style>\n\t<\/div>\n\t\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\n<style>\n#col-1722102669 > .col-inner {\n  padding: 10px 20px 10px 20px;\n  margin: 0px 0px 30px 0px;\n  border-radius: 23px;\n}\n<\/style>\n\t<\/div>\n\n\t\n<\/div>\n<p>Infine, per attivit\u00e0 pi\u00f9 spiccatamente <strong>digitali<\/strong>, consigliamo di usare la piattaforma <a href=\"https:\/\/scratch.mit.edu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Scratch<\/strong><\/a>, di cui abbiamo gi\u00e0 parlato, che offre la possibilit\u00e0 di creare piccoli programmi e giochi didatticipersonalizzando funzionalit\u00e0 e temi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un mondo che \u00e8 sempre pi\u00f9 digitalizzato e interconnesso, le competenze computazionali, come quelle del coding, non possono essere semplicemente considerate un \u201cdi pi\u00f9\u201d, ma vanno reputate parte integrante del sapere e della formazione di bambini e ragazzi. 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