{"id":779,"date":"2025-08-26T15:52:32","date_gmt":"2025-08-26T13:52:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.educazionedigitale.it\/edition\/?p=779"},"modified":"2025-10-24T10:27:46","modified_gmt":"2025-10-24T08:27:46","slug":"cyberbullismo-non-sono-cose-da-ragazzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.educazionedigitale.it\/edition\/cyberbullismo-non-sono-cose-da-ragazzi\/","title":{"rendered":"Cyberbullismo: non sono cose da ragazzi"},"content":{"rendered":"<h4><em>Una riflessione sulla survey che ha coinvolto migliaia di studenti<\/em><\/h4>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\">Se segui <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>eDition<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">, <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><i>e ovviamente noi ti consigliamo di farlo<\/i><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">, avrai gi\u00e0 avuto modo di leggere l&#8217;articolo che abbiamo dedicato ai risultati della survey nell&#8217;universo dei docenti (se non lo hai ancora letto, puoi farlo cliccando questo <\/span><a href=\"https:\/\/www.educazionedigitale.it\/edition\/il-cyberbullismo-descritto-dai-docenti\/\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>link<\/b><\/span><\/a><span style=\"font-family: Arial, serif;\">): ora vogliamo dedicare attenzione al <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>versante studentesco<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">, certamente il <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>frangente pi\u00f9 intrigante di questa survey<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">, per una serie di motivi.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\">Per iniziare diciamo che ragazze e ragazzi della scuola secondaria che hanno compilato i questionari <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>sono stati invitati a farlo dai loro docenti<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">: non si tratta di un\u2019informazione essenziale per comprendere i risultati, tuttavia ci sembra corretto chiarire il contesto di somministrazione delle domande. Il periodo di coinvolgimento dei giovani in questa attivit\u00e0 \u00e8 stato pari a quello riservato ai docenti: si parla pertanto di <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>un intero anno solare, e anche questo ha contribuito a raggiungere un numero di individui notevole, parecchio superiore alle tremila unit\u00e0<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\">Come molti sanno gi\u00e0, la ricerca \u00e8 stata effettuata attraverso un <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>questionario elettronico anonimo<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"> che prevedeva, dopo <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>3 domande comuni<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">, un <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>percorso differenziato<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"> per gli studenti che segnalavano di aver subito violenze su internet (un buon 11% sul totale), ai quali venivano posti interrogativi differenti rispetto a chi non manifestava di aver avuto alcuna esperienza di questo tipo.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>La popolazione degli studenti risulta particolarmente rappresentativa<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">: oltre ad una <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>quantit\u00e0 di partecipanti considerevole<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"> (cosa che \u00e8 avvenuta anche con i docenti), in questo caso possiamo contare su una ripartizione tra maschi e femmine assolutamente equilibrata, praticamente un \u201cfifty-fifty\u201d (<\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>48.7% femmine e 49.5% maschi<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">, per la precisione). Anche dal punto di vista dell\u2019appartenenza al contesto urbano o extraurbano, abbiamo avuto la fortuna di attivare un campione ben bilanciato: il 42.3% dei giovani ha dichiarato di vivere in un centro cittadino, il 34% in aree periferiche, il 27.4% in campagna.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\">Ai ragazzi sono state poste molte domande, per indagare i tanti fenomeni che formano la costellazione del sopruso e della molestia attraverso canali telematici e informatici, come <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><i><b>cyberbullismo, flaming, cyberstalking, hate speech e body shaming<\/b><\/i><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">. Bisogna innanzitutto sottolineare come <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>tutti gli studenti si siano dimostrati particolarmente informati sul cyberbullismo<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">, sapendone delimitare con le proprie risposte preliminari una circonferenza definitoria senza imprecisioni, includendo tutte le caratteristiche chiave che questo fenomeno comporta.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\">Come accennato in precedenza, <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>la cifra distintiva di questo strumento di ricerca, \u00e8 la domanda 4, con la quale si chiedeva agli aderenti di dichiarare (nell\u2019assoluto anonimato), se avessero mai subito violenze su internet<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">: la risposta, affermativa o meno, dava accesso ad un set di quesiti parzialmente differenziati, che ora andiamo a valutare nello specifico.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Gli studenti del \u201cio no\u201d<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\">Gli studenti che hanno dichiarato di non aver mai subito violenza su internet (88.8%) sono uniformemente distribuiti rispetto al sesso (48.9% femmine e 50.4% maschi); la stessa uniformit\u00e0 si legge nella loro provenienza socio-geografica: il 42% di questo cluster, infatti, vive in un centro urbano, mentre la rimanente porzione del campione risiede in zone di campagna o comunque pi\u00f9 periferiche. La sostanziale linearit\u00e0 con le caratteristiche espresse dall\u2019universalit\u00e0 degli studenti interpellati, fa pensare ad una risposta poco riflessiva a questa domanda dalla quasi totalit\u00e0 degli studenti, figlia altres\u00ec di prevedibili sentimenti di maggiore inibizione o vergogna nel dare una risposta affermativa.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\">Nonostante queste note doverose, dobbiamo sottolineare come l\u2019ampiezza di questo gruppo di risposte abbia garantito risultati particolarmente rappresentativi ed attendibili nelle successive domande.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\">Il gruppo in questione non dimostra indifferenza nei confronti del cyberbullismo: <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>l\u201981,7% di questi studenti ritiene che la frequenza di atti di violenza online sia fra alta e altissima<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">; inoltre, quasi un buon 30% di loro considera questo tipo di <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>bullismo digitale<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"> anche pi\u00f9 pericoloso del bullismo fisico e, infine, il 54.5% sarebbe certo di voler denunciare l\u2019accaduto qualora ne fosse vittima.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>La famiglia afferma il proprio ruolo centrale nel rappresentare una ancora di sicurezza davanti a questo tipo di aggressioni<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">, sia come interlocutore esclusivo, sia come intermediario per la denuncia vera e propria alle autorit\u00e0: le due opzioni di risposta alla domanda \u201cavendo scelto di denunciare l&#8217;accaduto, a chi ti rivolgeresti prima?\u201d che fanno riferimento alla famiglia, raggruppano oltre il <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>60% delle preferenze<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\">Questo segmento di studenti estranei ad esperienze in prima persona di <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>cyberbullismo<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"> dimostra una spiccata <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>sfiducia nell\u2019efficacia di contrasto delle forze dell\u2019ordine<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"> (solo il 19.4% le considera il primo punto di approdo per una eventuale denuncia): la vergogna (38.7%), la convinzione dell\u2019inefficacia (27.4%), la paura di un aggravarsi delle ritorsioni (23.2%), e l\u2019intimidazione di un ambiente istituzionale (10.7%), motivano questo orientamento di pensiero. La porzione minoritaria, pi\u00f9 \u201cdecisa\u201d, quella che si rivolgerebbe a Polizia e Carabinieri, ha una chiara visione di come fermare il fenomeno, all\u2019interno della quale la <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>legislazione dedicata (25.8%) e le iniziative di sensibilizzazione a tutti i livelli (52.9%) svolgerebbero un ruolo chiave<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\">Il fattore rischio non \u00e8 percepito solamente in relazione a smartphone e app: <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>\u00e8 internet in generale che destabilizza<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">. Forse anche a causa della manifesta percezione di <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>mancanza di reti legislative adeguate<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">, certamente per colpa di quello schermo, che tanto \u00e8 efficace nel celare identit\u00e0 ed intenzioni; <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>il mondo della rete attrae e spaventa<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">, in un gioco paradossale, che assomiglia agli ancestrali meccanismi psicologici di \u201ceros e thanatos\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Gli studenti coraggiosi<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\">Facciamo finta che una survey restituisca sempre dati reali, affidabili e sinceri: se cos\u00ec fosse avremmo un 11% degli studenti che ha incontrato di persona la tristezza di questa esperienza, e che ora vuole dirci com\u2019\u00e8 stata\u2026 In questo caso, ci troviamo davanti ad una popolazione cos\u00ec suddivisa per genere: femmine 53.87%, studenti maschi 41.60%, non specificato 4.53%. La provenienza socio-geografica invece, si attesta su un 42.93% residente in poli urbani ed i rimanenti in zone periferiche o di campagna (confermando una sostanziale indifferenza del fenomeno a questa variabile). <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>Nel titolo parlavamo di coraggio, perch\u00e9 sostanzialmente \u00e8 questo che hanno dimostrato nel rispondere affermativamente alla domanda \u201cHai mai subito violenza su internet?<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">\u201d. Proprio nel rispetto di questo coraggio, vogliamo trascrivere l\u2019intera distribuzione delle risposte ottenute alla domanda successiva, che chiedeva a questi studenti di scegliere le <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>tre opzioni che meglio potevano descrivere l\u2019esperienza vissuta<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">:<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u25cf <span style=\"font-family: Arial, serif;\">Qualcuno mi ha preso il cellulare ed ha fatto finta di essere me, diffondendo foto e video privati (6.7%)<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u25cf <span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>Hanno iniziato a commentare alcune mie immagini sui social in modo volgare ed offensivo<\/b><\/span> <span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>(23.6%)<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u25cf <span style=\"font-family: Arial, serif;\">Qualcuno mi ha scritto e-mail prendendomi in giro (12.6%)<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u25cf <span style=\"font-family: Arial, serif;\">Qualcuno mi ha chiesto soldi o favori che non avevo intenzione di dare, minacciandomi attraverso e-mail, messenger o dm (5.9%)<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u25cf <span style=\"font-family: Arial, serif;\">Una o pi\u00f9 persone hanno diretto verso di me attenzioni sessuali insistenti, attraverso messaggi privati, e-mail e telefonate (10.3%)<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u25cf <span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>Sono stata esclusa\/o da un gruppo sui social con intenti discriminatori &#8211; sulla base di genere, appartenenza etnica, disabilit\u00e0 (19.5%)<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u25cf <span style=\"font-family: Arial, serif;\">Sono stata\/o perseguitata\/o online da una persona (12.2%)<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u25cf <span style=\"font-family: Arial, serif;\">Sono stata\/o perseguitata\/o online da un gruppo di persone (9.1%)<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\">Questo lo scenario: anche se non additati direttamente, <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>i \u201csocial\u201d emergono come un territorio molto favorevole per la nascita e la propagazione di questo tipo di attacchi<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"> (dove la natura discriminatoria appare particolarmente accentuata). Ma si tratta poi di attacchi o di qualcosa di pi\u00f9, specie in virt\u00f9 della loro dimensione temporale?<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\">Ecco, da questo punto di vista, il campione che ha risposto in questa sede si dimostra in qualche modo <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>distante dallo stereotipo della persecuzione di medio-lungo termine, con il quale si tende a descrivere solitamente il cyberbullismo<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">. <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>Circa il 75% degli studenti che dice di aver fatto esperienza diretta di violenze online, delinea un comportamento quasi \u201cmordi e fuggi\u201d, fatto di episodi singoli (34.4%), oppure di un numero limitato di aggressioni (40.5%).<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\">Ma veniamo al momento della reazione: come si pone il cluster di studenti \u201cvittima\u201d di fronte ad una <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>potenziale denuncia<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">? Sebbene la maggioranza si nasconda ancora dietro il silenzio, <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>la percentuale di giovani che decidono di denunciare \u00e8 sorprendentemente consistente: il 34.4%<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">. Questo dato, se confrontato con l\u2019orientamento complessivo degli studenti che dicono di non aver mai subito questo tipo di soprusi, sembra far emergere una frattura fra un comportamento teorico, soltanto ragionato, e fondamentalmente cauto, ed una presa di coscienza determinata dallo scontro con la realt\u00e0, che porta a cercare concretamente aiuto.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>La denuncia per queste ragazze e ragazzi \u00e8 efficace nell\u201981.4% dei casi<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">, ed \u00e8 la famiglia (e in questa situazione riscontriamo aderenza con il gruppo di individui del paragrafo precedente) che diventa protagonista in qualit\u00e0 di referente primario e ideale (61.2%): <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>gli insegnanti fanno capolino nella \u201cclassifica\u201d dei confidenti qualificati al secondo posto<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">, tuttavia il 17.1% con il quale vengono preferiti, denota ancora quanto intimi siano gli argomenti che stiamo trattando; il fatto che spesso la scuola sia il punto di arrivo \u201creale\u201d di queste aggressioni virtuali, non contribuisce a candidare i docenti come confidenti tout-court, a prova di quanto diffuse e profonde risultino queste esperienze per i giovani.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\">Questo segmento di partecipanti alla survey, ci offre anche interessanti occasioni di riflessione sull\u2019<\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>identikit dell\u2019aggressore<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">: ci si divide fra <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>perfetti sconosciuti (31%),<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"> e persone che appartengono ad un contesto ristretto, tanto che le si consideravano amiche (20.2%); ci sono poi <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>gruppi all\u2019interno della scuola, tanto sconosciuti (14%), quanto appartenenti alla stessa classe (9.3%),<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"> ma anche ex e compagni di classe.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\">Forse proprio a causa di una condivisione familiare di queste problematiche, i numeri di chi riceve aiuto anche senza averlo chiesto esplicitamente sono molto elevati (53.5%), arrivando addirittura a superare quelli dell\u2019aiuto sollecitato dalla stessa &#8220;vittima&#8221; (46.5%). Di fronte alla <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>percezione di una violenza alla sfera pi\u00f9 privata del \u201cs\u00e9\u201d<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">, ancora particolarmente fragile in questa fase dello sviluppo, come testimoniano le sensazioni riportate di rabbia (19.4%), tristezza (14.8%), stress (12.4%), paura (10.6%) e odio verso s\u00e9 stessi (10.6%), si pu\u00f2 leggere una <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>parallela voglia di reagire<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">, con un 92.3% dei soggetti che intraprende azioni di contrasto in completa autonomia.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\">Sul fronte dei social, canali e app che diventano secondo il campione di \u201cesperti\u201d pi\u00f9 frequentemente territorio di angherie, <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>Instagram e Whatsapp<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"> si collocano in testa alla classifica con uno score per entrambi di circa il 36% delle risposte, staccate di gran lunga le seconde posizioni, attorno al 3-4%, ed occupate da <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>Facebook e TikTok<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">. Questa fotografia rappresenta senza troppe sorprese quello che molti si sarebbero aspettati: <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>c\u2019\u00e8 alla base una predisposizione del media ad arrivare al privato pi\u00f9 intimo, coinvolgendo le immagini, e potendo favorire la leva del \u201cricatto\u201d.<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, serif;\">Chiudiamo questa nostra ricognizione analitica sulle risultanze della survey, con un dato che fa riferimento all\u2019ultima domanda che \u00e8 stata posta ai giovani che hanno ammesso di essere state vittime, ovvero quella che chiedeva loro se potessero ricordare di essersi posti dall\u2019altro lato della tastiera, essendo stati a loro volta bulli digitali. Solo il 6.3% degli studenti colpiti dichiara di esser stato anche aggressore, mentre il <\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\"><b>49.6% \u00e8 sicuro di non aver mai praticato attacchi di cyberbullismo<\/b><\/span><span style=\"font-family: Arial, serif;\">: \u00e8 tuttavia interessante, ed anche misterioso e sicuramente degno di ulteriori investigazioni, quel consistente segmento di studenti che non rispondono, o che ammettono di \u201cnon sapere\u201d. Un\u2019ultima pennellata che aggiunge la tonalit\u00e0 dell\u2019incertezza ad un quadro che sembrava pi\u00f9 definito e netto, qualcosa su cui continuare a riflettere.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una riflessione sulla survey che ha coinvolto migliaia di studenti Se segui eDition, e ovviamente noi ti consigliamo di farlo, avrai gi\u00e0 avuto modo di leggere l&#8217;articolo che abbiamo dedicato ai risultati della survey nell&#8217;universo dei docenti (se non lo hai ancora letto, puoi farlo cliccando questo link): ora vogliamo dedicare attenzione al versante studentesco,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2237,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[79,101],"tags":[41,17,14,48],"class_list":["post-779","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli","category-orizzonti-didattici","tag-avanguardie-educative","tag-cittadinanza-digitale","tag-educazione-civica","tag-empatia"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v27.3 (Yoast SEO v27.3) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>Cyberbullismo: non sono cose da ragazzi - eDition<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Cyberbullismo: non sono cose da ragazzi. 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