Nella quarta puntata della serie podcast “Intelligenze – Umane, artificiali, collettive: alla scoperta delle forme del pensare” ci interroghiamo su una domanda antica e sorprendentemente attuale: dove ha sede l’intelligenza? Nella testa o nel cuore?
Attraversando secoli di storia del pensiero, dal mondo antico fino alla modernità, il racconto mette in dialogo Aristotele, Galeno, Avicenna, Shakespeare, Cartesio e le neuroscienze moderne, mostrando come l’idea di intelligenza non sia mai stata neutra, ma profondamente legata alle metafore culturali e tecnologiche di ogni epoca.
Per lungo tempo, il cuore e il respiro sono stati considerati la sede dell’anima, della coscienza e dell’amore. Solo con l’età moderna si afferma una visione cerebro-centrica, che trasforma il cervello in una macchina da comprendere, smontare, analizzare. Da lì, il passo verso le analogie con il telegrafo, la centralina telefonica e infine il computer è breve.
La puntata invita a riflettere su come le tecnologie che costruiamo influenzino il modo in cui pensiamo la mente e l’intelligenza, e su come anche le nostre concezioni future, umane e artificiali, saranno inevitabilmente plasmate da strumenti e metafore ancora da immaginare.

